Ambiente: abolito il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)

25 Febbraio 2019

Con la Legge 11 febbraio 2019, n. 12 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 36 è stato convertito, con modificazioni, il Decreto Semplificazioni.

Tra gli altri interventi operati, la predetta normativa ha stabilito la soppressione del “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (c.d. SISTRI), in merito al quale le imprese da lungo tempo avevano espresso forte malcontento per un sistema che – invece di agevolare e semplificare le pratiche di gestione e smaltimento rifiuti – imbrigliava l’attività imprenditoriale in ulteriori oneri burocratici ed economici di non poco conto.

L’obbligo di utilizzo del sistema di tracciabilità in parola sarebbe dovuto divenire effettivo a partire proprio dal 1 gennaio 2019, ma il Legislatore ha definito un altro metodo per garantire che lo smaltimento dei rifiuti possa essere debitamente controllato.

È stato, infatti, istituito il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Chi sarà interessato da questo nuovo adempimento?

Le imprese che operano il trattamento di rifiuti, che producono rifiuti pericolosi, nonché quelle che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che svolgono attività di commercianti/intermediari di rifiuti pericolosi. Inoltre i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché per quanto riguarda i rifiuti non pericolosi, i soggetti previsti all’art. 189, comma 3, D.lgs. 152/2006.

L’iscrizione al Registro può essere, tuttavia, volontaria, potendovi iscriversi anche soggetti che non rientrano nella categoria degli obbligati all’adempimento.

Naturalmente, per il caso di inadempimento dell’obbligo di iscrizione al nuovo strumento di tracciabilità dei rifiuti, è stata prevista l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie che verranno stabilite nel loro importo con apposito decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Resta inteso che, fino alla piena operatività del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, i soggetti interessati sono tenuti a garantire comunque la stessa per mezzo dei tradizionali adempimenti in tema ambientale: registro di carico e scarico, formulari di trasporto e Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD).

La novità introdotta in materia ambientale sarà certamente oggetto di prossima verifica da parte di chi ha incarico come Organismo di Vigilanza, che dovrà monitorare l’effettiva iscrizione al nuovo Registro nazionale da parte delle imprese, oltre al rispetto dei protocolli e adempimenti previsti in materia ambientale dal Modello di Organizzazione di riferimento.

Fonte: www.gazzettaufficiale.it

 

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