Privacy e libertà di espressione

25 Febbraio 2019

La Corte Europea si è espressa con Sentenza C-345/17: la registrazione e successiva diffusione di video su piattaforme online rientra nella disciplina comunitaria in materia di trattamento di dati personali; se, tuttavia, avesse quale unica finalità quella di divulgare al pubblico informazioni, opinioni o idee a prescindere dalla qualifica di giornalista professionista, la normativa UE potrebbe non doversi applicare.

Al centro della vicenda, una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema della Lettonia e riguardante un video registrato da un cittadino presso gli uffici del commissariato di Polizia durante una deposizione e poi reso pubblico su YouTube.

L’uomo ha affermato che, con la pubblicazione del video, intendeva attirare l’attenzione della società su una condotta a suo avviso illecita delle forze di Polizia.

Secondo la Corte amministrativa regionale lettone, avendo ripreso gli agenti nell’esercizio delle loro funzioni senza informarli, il cittadino aveva violato l’art. 8 paragrafo 1 della Direttiva 95/46/CE Sulla protezione dei dati personali.

La Corte Europea ha invece dichiarato che “[…] la registrazione video di taluni agenti di polizia all’interno di un commissariato, durante la raccolta di una deposizione, e la pubblicazione del video così registrato su un sito Internet dove gli utenti possono inviare, visionare e condividere contenuti video, possono costituire un trattamento di dati personali esclusivamente a scopi giornalistici, ai sensi di tale disposizione, sempre che da tale video risulti che detta registrazione e detta pubblicazione abbiano quale unica finalità la divulgazione al pubblico di informazioni, opinioni o idee, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.”

Fonte: insideprivacy.com

#privacy #privacydiffusione #privacyvideo #UEprivacy #privacygiornalismo #privacypress