In arrivo nuove fattispecie di reato presupposto: reati tributari e reati sportivi


L’anno 2019 si è aperto con l’introduzione all’art. 25 del D.lgs. 231/2001 del delitto di Traffico di Influenze illecite (già trattato in precedente newsletter), che ha ancor più rafforzato la lotta al fenomeno corruttivo. Ma gli interventi volti a far aumentare il numero di condotte illecite rilevanti per l’attribuzione della responsabilità amministrativa agli Enti, non sono destinati a esaurirsi.

Sono, infatti, già all’esame rispettivamente di Senato e Camera, due Disegni di Legge per recepire nel D.lgs. 231/2001 nuove fattispecie di reato presupposto

  1. i reati di frodi in materia di IVA
  2. i reati di frode sportiva e di esercizio abusivo di giochi e scommesse.

FRODI IN MATERIA DI IVA

La Direttiva PIF, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione Europea mediante il diritto penale, deve essere recepita entro il prossimo 6 luglio 2019 ed obbliga gli Stati membri a individuare una responsabilità delle società che operano ponendo in essere condotte lesive degli interessi finanziari dell’UE. In particolare sono state considerate le forme più gravi di frode dell’IVA, ovverosia “la frode carosello, la frode dell’IVA dell’operatore inadempiente e la frode dell’IVA commessa nell’ambito di un’organizzazione criminale, che creano serie minacce per il sistema comune dell’IVA e, di conseguenza, per il bilancio dell’Unione“.

È, pertanto, all’esame del Senato il Disegno di Legge che delega il Governo ad attuare la Direttiva (1371/2017) prevedendo l’introduzione nel D.lgs. 231/2001 dei reati gravi di frode di IVA che, secondo quanto indicato dalla Direttiva, rispondono a tali parametri:

  1. il carattere fraudolento della condotta
  2. la transnazionalità, ossia la connessione con il territorio di due o più Stati
  3. il superamento della soglia di “danno” (da intendersi presumibilmente come IVA sottratta all’imposizione) di Euro 10 Milioni.

L’introduzione in parola è sentita come il primo passo verso la probabile, futura, introduzione dei reati tributari nel Decreto Legislativo 231/2001 ritenuti, sinora, i grandi assenti del sistema della responsabilità da reato degli enti.

REATI SPORTIVI

Per quanto riguarda i reati sportivi, invece, il Ddl di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulle manipolazioni di competizioni sportive del 18 settembre 2014 a Magglingen (Svizzera) è all’esame della Camera (già approvato dal Senato) ed introduce la responsabilità amministrativa degli enti per reati di frode sportiva e di esercizio abusivo di giochi e scommesse.

Verrà introdotto nel D.lgs. 231/2001 l’art. 25-quaterdecies “Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati” che prevederà:

  1. l’irrogazione della sanzione pecuniaria fino a 500 quote, per i delitti previsti dall’art. 1, L. 401/1989 ovverosia il delitto di frode sportiva, che punisce “Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo” nonché “il partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio, o ne accoglie la promessa”. Per tale delitto potranno essere irrogate, per la durata non inferiore ad un anno, anche sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D.lgs. 231/2001.
  2. l’irrogazione della sanzione pecuniaria fino a 260 quote per le contravvenzioni, previste all’art. 4 L. 401/1989[1], rubricato “Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa”.
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