Intelligenza Artificiale: dall’Europa i sette principi per uno sviluppo etico

15 Aprile 2019

La #Commissione Europea, nel giugno del 2018, ha costituito un gruppo di lavoro sull’intelligenza artificiale (High-Level Expert Group on Artificial Intelligence) formato da 52 esperti che hanno lavorato alla definizione di un codice etico per l’uso dell’intelligenza artificiale. Nei giorni scorsi è stato rilasciato il draft delle #linee guida che hanno l’obiettivo di tutelare i cittadini dall’uso improprio delle tecnologie digitali intelligenti. La fase pilota partirà nell’estate del 2019, prevedendo la partecipazione di imprese, anche internazionali, e istituzioni, per mettere in pratica tali linee guida, che dovranno successivamente tradursi in una strategia internazionale.

Ecco i sette principi che sono stati fissati per sviluppare in modo affidabile l’IA:

L’UE sta spingendo affinché aziende e ricercatori sviluppino l’intelligenza artificiale in modo etico e trasparente. Le linee guide vanno in questa direzione e distinguono l’Europa nell’approccio a questa tecnologia di Stati Uniti o Cina. Su questa tecnologia, ricordiamo, il Vecchio Continente è in grande ritardo. Sopratutto nei confronti delle grandi multinazionali.

Sempre in materia di IA, di contro, nei giorni scorsi, c’è stato il dietrofront di Google. L’azienda ha annunciato lo scioglimento del consiglio esterno, formato la settimana precedente, per analizzare i problemi etici legati all’intelligenza artificiale e altre tecnologie emergenti. L’ATEAC (Advanced Technology External Advisory Council) avrebbe dovuto “riflettere su alcune delle sfide più complesse legate all’intelligenza artificiale, tra cui il riconoscimento facciale e il bilanciamento del machine learning, al fine di evitare il diffondersi e radicarsi di stereotipi culturali, che in maniera anche involontaria potrebbero passare dagli uomini alle macchine”.

Fonti