A cosa servono i fondi interprofessionali


Finanziare la formazione continua attraverso i fondi interprofessionali è diventato il primo canale per volumi, in Italia. Le sfide moderne imposte dalla digitalizzazione, dall’industria 4.0 e dalle novità introdotte in materia Privacy, trovano così la propria copertura.

In che modo? In questo articolo un nostro esperto ci permetterà di addentrarci nell’argomento per conoscere e capire a cosa servono, come aderire e soprattutto chi può farne uso.

Indice:

Cosa sono i fondi interprofessionali

Come funzionano

La procedura di adesione

 

 

Cosa sono i fondi interprofessionali

 

fondi interprofessionali, Labor Project

 

 

 

I fondi interprofessionali sono enti di natura associativa che contribuiscono a promuovere la formazione continua in Italia. Sono stati istituiti con la legge 388/2000 per volontà delle parti sociali e danno un grosso contributo per la formazione del personale delle aziende.

Purtroppo, rispetto l’Europa, il nostro paese è ancora in ritardo in questo ambito, ma grazie ai fondi interprofessionali questo gap si sta riducendo e, secondo i dati del rapporto ANPAL sulla formazione continua, oggi sono 950 mila le imprese che aderiscono ai fondi, mettendo a disposizione opportunità formative per 10 milioni di lavoratori. Non solo, il sistema dei fondi permette di mobilitare oltre cinque miliardi di euro offrendo molte opportunità a lavoratori.

  • I vantaggi

    • I lavoratori hanno modo di accedere alla formazione continua in modo gratuito migliorando la propria efficienza e produttività.
    • Le aziende, possono fare affidamento a livello di budget per coprire i costi di formazione e sviluppo delle competenze dei propri lavoratori sui fondi interprofessionali
    • Le imprese possono finanziare corsi di formazione ad hoc e percorsi di affiancamento/Coaching per i dipendenti interni.
    • Attraverso la procedura di mobilità è facile spostarsi da un fondo ad un altro.

Come funzionano

La formazione continua viene finanziata dai fondi interprofessionali in ogni sua modalità:

  • Residenziale
  • On the job
  • E learning (attraverso corsi multimediali fruibili a distanza)
  • Coaching (con il supporto di un coach)

Per poterne comprendere il funzionamento occorre innanzitutto capire la natura giuridica dei fondi interprofessionali che hanno generato un dibattito ampio e controverso, sia per le interpretazioni date che per gli interessi in gioco.

  • La normativa

Nascono come organismi privati di natura associativa, ma a seguito di un intervento dell’Antitrust e ad un confronto con la normativa europea in tema di aiuti di Stato, sono sorti dei dubbi sulla loro natura giuridica. Oggi sono regolamentati come organismi di natura privata, ma per la gestione e l’affidamento di contratti di gestione interna/servizi, devono rispettare disposti di trasparenza, imparzialità, efficacia e pubblicità e devono seguire procedure selettive con avviso pubblico e valutazione di merito nell’assegnazione delle risorse.

Per quanto attiene invece, l’erogazione diretta degli storni INPS non opera il rinvio ai disposti degli aiuti di Stato che invece vengono chiamati in causa per la parte erogata a titolo aggiuntivo (vedi il cd contributo aggiuntivo od i finanziamenti dei conti di sistema/di rete eccedente il potere di accumulo della singola azienda).

  • Quali sono i piani formativi finanziabili

I piani formativi finanziabili sono molteplici e spaziano da corsi di lingua a corsi di informatica, fino a corsi di project management. Non solo, un piano formativo finanziato da fondi interprofessionali può contenere moduli specialistici anche in ambito giuridico, fiscale, amministrativo e finanziario. Quindi sono fondamentali per la crescita del personale e per l’acquisizione di skills importanti.

 

La procedura di adesione 

 

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Per aderire ad un fondo interprofessionale basta scegliere nella “DenunciaAziendale” del flusso UNIEMENS aggregato (ex DM10/2)   all’interno dell’elemento “FondoInterprof“, l’opzione “Adesione” selezionando il codice identificativo del fondo prescelto (es. FIMA per Fondimpresa, NDR) e inserendo il numero dei dipendenti (quadri, impiegati e operai) interessati all’obbligo contributivo. In questo modo, si indica la propria volontà di affidare ad un fondo il proprio contributo INPS dello 0,30%.
L’effetto dell’adesione decorre dal mese di competenza della Denuncia Aziendale nel quale è stato inserito il codice FIMA.

Qualora l’azienda risulti già aderente ad un altro fondo, occorrerà richiedere la revoca di questo, anteponendo il codice REVO al codice prescelto da inserire contestualmente sullo stesso UNIEMENS.
L’adesione è unica, gratuita e non va rinnovata ogni anno.

  • come ottenere un finanziamento

Per poter ottenere un finanziamento per corsi di formazione da un fondo interprofessionale, l’azienda dovrà presentare un piano formativo indicando:

  • Obiettivi
  • Finalità
  • Destinatari
  • Contenuti
  • Modalità formative
  • Costi

Una volta presentato il piano, questo sarà valutato dal fondo che dopo l’approvazione darà il via libera per la rendicontazione e l’azienda otterrà il rimborso dei costi sostenuti.

  • Chi gestisce i fondi e controlla l’erogazione dei fondi

I fondi nascono da uno statuto condiviso dalle parti sociali (datori di lavoro e sindacati di categoria). Vengono poi gestiti fisicamente dai dipendenti dei fondi interprofessionali sotto le direttive condivise con le direzioni interne. L’erogazione dei fondi avviene su base della richiesta dell’azienda beneficiaria (direttamene come nel caso del conto aziendale o in misura aggregata se si fa riferimento alle ipotesi di conti collettivi/di rete). Il controllo è a carico dei fondi interprofessionali stessi per quanto attiene le istruttorie nelle varie fasi; sono previste verifiche date poi in appalto a società terze ed indipendenti con riporto diretto al fondo sia per la verifica delle modalità di svolgimento delle attività formative, sia ex post, in fase di erogazione del finanziamento.

Il controllo sul funzionamento dei fondi interprofessionali è affidato ad un sistema di vigilanza ANPAL.

 

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Matteo Colombo

Socio Fondatore e Presidente dell’Associazione dei Data Protection Officer – ASSO DPO. Consulente d’impresa e formatore, esperto in materia privacy e lavoristica. Dopo un’esperienza di alcuni anni in una primaria multinazionale del settore Agenzie per il Lavoro quale Risk Manager e componente del Team ufficio legale, è socio fondatore di Labor Project Srl, azienda che da quindici anni opera nel campo della “compliance” in tema Privacy e 231/01 e di cui è a tutt’oggi l’Amministratore Delegato. A capo di un pool di tecnici, nel corso di questi anni ha seguito imprese private e pubbliche amministrazioni nell’adempimento del Testo Unico Privacy e GDPR. È DPO di alcune importanti società multinazionali. Relatore in molteplici eventi in tutta Italia sui temi Privacy e autore di diversi libri sul Regolamento (UE) Privacy. Esperto in materia di reati societari D.Lgs. 231/01 e componente di Organismi di Vigilanza. Relatore in molteplici eventi in tutta Italia sui temi Privacy e 231 e ideatore del progetto E-Learning “Master DPO”. CIPP/E: Certified Information Privacy Professional/Europe Socio Fondatore e Presidente dell’Associazione dei Data Protection Officer – ASSO DPO. Fondatore del gruppo Linkedin “ASSO DPO | Data Protection Officer”. Componente del Comitato Scientifico di Istituto Italiano Privacy Componente del gruppo di Esperti Italiani di Privacy Italia