Cybersecurity: da oggi è terminato il supporto a Windows 7


A partire da oggi 14 gennaio 2020 Microsoft ha terminato il supporto a Windows 7 non rilasciando più aggiornamenti, incluse le patch software che potrebbero impedire gli attacchi informatici a milioni di computer.

Se continuerai a usare Windows 7 dopo il termine del supporto, il tuo PC funzionerà, ma sarà più vulnerabile ai rischi per la sicurezza e ai virus e non riceverà più da Microsoft gli aggiornamenti software, inclusi gli aggiornamenti della sicurezza.”, afferma Microsoft sul suo sito Web. “Inoltre, il servizio clienti Microsoft non sarà più disponibile per fornire supporto tecnico a Windows 7“.

Microsoft afferma che le persone che utilizzano Windows 7 hanno due possibilità di scelta. Chi possiede computer di età inferiore ai tre anni può pagare per l’aggiornamento a Windows 10 o se ha una licenza business richiedere una estensione supporto (ESU) a pagamento; gli altri dovrebbero sostituirlo.

Le potenziali minacce alla cyber security

Secondo i dati di Net Applications di dicembre 2018, il 32,74% di tutti i laptop e desktop nel mondo utilizza ancora Windows 7, dietro Windows 10.

Microsoft ha terminato il cosiddetto “supporto mainstream” per Windows 7 nel 2015, offrendo alle persone che gestiscono il sistema operativo, inclusi studi medici, banche e altre istituzioni che detengono informazioni riservate sui clienti, aggiornamenti di sicurezza fino ad ora. Il supporto mainstream include assistenza con garanzie e altri incidenti e “la capacità di richiedere aggiornamenti non relativi alla sicurezza”.

La situazione aggraverà l’esposizione ai cyberattacchi di molte pubbliche amministrazioni italiane che scontano un ritardo nell’aggiornamento tecnologico e informatico ormai endemico.

Cosa fare nelle nostre aziende?

Ora i dpo e i privacymanager, considerato quanto prescritto dall’art. 32 del GDPR, dovranno segnalare, se non lo hanno già fatto, ai Titolari del trattamento e agli IT Manager la necessità di sostituzione dei sistemi operativi per non rischiare di incappare in sanzioni collegate ad una mancata applicazione di misure di sicurezze idonee, soprattutto in caso di databreach.

Altro passo necessario sarà tenere aggiornato l’inventario degli asset monitorando costantemente la programmazione del cambio e/o l’aggiornamento del sistema.

Microsoft permette infatti alle aziende che hanno acquistato versioni business, e non alle versioni home, di avere aggiornamenti pagando un abbonamento.

Il programma ESU (Extended Security Updates) era precedentemente offerto solo ai clienti Windows 7 Professional ed Enterprise con contratti multi licenza, ma ora si sta estendendo a tutti i clienti aziendali che utilizzano versioni di Windows 7 con licenza singola per ogni PC o notebook che utilizzano. Finché dispongono di un abbonamento a Microsoft 365 Business, anche le piccole e medie imprese, le cosiddette PMI, potranno quindi prolungare il loro utilizzo di Windows 7.

Fonte: CNBC USA

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