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Come scrivere l’informativa privacy? Le accortezze per scrivere un’informativa veramente conforme   Il Regolamento UE in materia di protezione dei dati personali (GDPR), agli articoli 13 e 14, elenca una serie di elementi che devono necessariamente essere inclusi nell’informativa privacy. Basta…

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La proposta di riforma della Direttiva ePrivacy è finita su un binario morto               La Direttiva ePrivacy del 2002 rappresenta uno strumento legale fondamentale per la privacy nell'era digitale, questa si concentra specificatamente sulla…

Come trasformare la rendicontazione di sostenibilità (ESG) in una crescita finanziaria

A poco più di 6 mesi dall’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che prevede un’applicazione a scaglioni da qui al 2029 ed un vastissimo bacino di organizzazioni coinvolte, alcune indagini evidenziano come rendicontare sulla sostenibilità possa costituire oltre che un obbligo, anche un’opportunità di crescita economica da sfruttare. Creare valore finanziario da un investimento in ESG è effettivamente possibile, ma solo se ricorrono determinate condizioni: quali?

 

La rendicontazione di sostenibilità non rappresenta solo un obbligo a cui conformarsi o una tendenza di mercato, ma un pilastro nella strategia aziendale, in grado di attrarre vantaggi per l’organizzazione stessa e per la società nel suo complesso. Le imprese che includono i fattori ESG nella propria strategia di business possono ottenere vantaggi a livello finanziario, di immagine e sociale, e i dati lo dimostrano. 

McKinsey & Company, storica società di consulenza statunitense, a fine maggio ha pubblicato l’indagine “ESG momentum: Seven reported traits that set organizations apart”. Nel dettaglio, sono stati coinvolti oltre 1100 soggetti in più di 90 Paesi diversi, con lo scopo di capire se e come le società per cui lavorano stanno affrontando le tematiche relative alla sostenibilità e alla rendicontazione ESG. Dall’analisi è emerso che il 90% delle organizzazioni prendono in considerazione almeno uno dei tre criteri ESG e decidono, di conseguenza, di investire tempo e risorse sul fronte ambientale, sociale o di governance. La determinazione del tema principale oggetto di rendicontazione dipende da tre fattori: l’area geografica di riferimento, la dimensione aziendale e lo specifico settore di attività. Per quanto riguarda l’area geografica, ad esempio, i dati mostrano come il tema dell’ambiente sia particolarmente sentito in Europa e rappresenti spesso un elemento centrale nella rendicontazione. I temi sociali sono di maggiore interesse per le organizzazioni con sede in Nord America, dove le questioni di diversità, equità e inclusione sono salite alla ribalta negli ultimi anni. Infine, nel continente Asiatico, nella regione APAC e in tutti i mercati emergenti, i temi di governance sono visti come prioritari. Per quanto riguarda le dimensioni, il report di McKinsey evidenzia come le grandi imprese siano generalmente molto più propense a rendicontare su temi ambientali, mentre per le PMI è la governance a rappresentare il principale oggetto di rendicontazione. 

ESG e crescita finanziaria

Un altro elemento particolarmente significativo è costituito dalle evidenze di una correlazione positiva tra investimenti in sostenibilità e ritorni finanziari. Il 43% dei soggetti intervistati ha riferito di aver assistito ad un incremento di valore, con le aziende che hanno beneficiato e tratto importanti vantaggi dagli investimenti in ESG.

Proprio l’obiettivo di promuovere la crescita è al primo posto fra i fattori che spingono le organizzazioni ad intraprendere un percorso di sostenibilità, seguito dalla compliance normativa e dalla volontà di soddisfare le aspettative dei consumatori. Tuttavia, per fare in modo che l’investimento in ESG si traduca, effettivamente, in una crescita finanziaria, è necessario approfondire il concetto di “ESG momentum”. 

Che cos’è l’ESG momentum?

McKinsey ha individuato sette caratteristiche che accomunano le aziende che sono riuscite a creare valore finanziario dagli investimenti in ESG. Tali elementi generano quello che viene definito “ESG momentum” ovvero una spinta, data proprio dalla rendicontazione di sostenibilità, alla crescita finanziaria.

Non tutte le organizzazioni identificate dagli intervistati come migliori esempi di rendicontazione ESG dispongo di tutti e sette i componenti. Tuttavia maggiore è il numero degli stessi, più importante è il momentum generato. 

Di quali caratteristiche stiamo parlando?

Le sette caratteristiche per il successo ESG

Come dicevamo, sette caratteristiche accomunano la crescita finanziaria delle imprese che intraprendono il percorso di sostenibilità.

1. L’approccio dell’organizzazione

In primo luogo, le aziende più virtuose non si limitano a rendicontare per conformarsi e rispettare gli obblighi di legge, lo fanno piuttosto con lo scopo di generare nuove opportunità (di business, di rinnovare la propria immagine di fronte ai consumatori, di migliorare il posizionamento sul mercato, di attrarre investitori, etc.). 

2. Il rapporto con gli stakeholder e la responsabilità verso gli stessi

Un’altra caratteristica essenziale che accomuna le aziende virtuose, è data dal rapporto instaurato dalle stesse con gli stakeholder esterni, in termini di coinvolgimento nella rendicontazione e di responsabilità. I membri del CdA, gli amministratori delegati e i direttori finanziari, non solo considerano il punto di vista di tutti i portatori di interessi rilevanti per l’azienda, ma sono consapevoli della responsabilità dell’organizzazione verso gli stessi, determinata dalle scelte che verranno compiute in materia di sostenibilità.

I dati evidenziano che quando la dirigenza dà la priorità al coinvolgimento degli stakeholder e si assume la responsabilità verso gli stessi, rispetto alle azioni di sostenibilità intraprese, accelera il momentum di crescita ESG dell’organizzazione fino a tre volte. 

 3. L’analisi e l’integrazione delle priorità degli stakeholder

Proprio il coinvolgimento degli stakeholder è sfruttato dalle aziende virtuose per identificare e qualificare gli impatti, positivi o negativi, generati sull’ambiente, l’economia e le persone, e per dare priorità agli stessi nella valutazione di materialità. Questo processo consente di mirare la rendicontazione verso il raggiungimento di obiettivi effettivamente utili, con ambizioni concrete e di sicuro interesse per i portatori di interesse coinvolti.

 4. La definizione dei compiti ESG per i ruoli dirigenziali

Altro elemento che accresce l’efficienza ESG delle aziende virtuose è la gestione dei ruoli interni, che parte dall’affidamento, ad un determinato componente della c.d. “C-suite” (funzioni dirigenziali), del compito di collaborare con l’amministratore delegato nella definizione e nel raggiungimento delle ambizioni ESG. Il componente individuato svolge un ruolo attivo, sia in termini di collaborazione con i vertici e di valutazione delle iniziative da intraprendere per la sostenibilità, sia nel presidio dell’attività svolta dal Team ESG.

 5. Il Team ESG

Il dirigente individuato, d’accordo con l’AD, individua un Team di progetto ESG dedicato alla gestione del processo di rendicontazione e al monitoraggio dei risultati che si vogliono ottenere nel medio-lungo periodo. Il Team può essere composto da referenti delle aree aziendali maggiormente strategiche o da soggetti dotati di competenze specifiche e utili alla rendicontazione. Riunire i talenti per contribuire al raggiungimento degli obiettivi ESG è un altro segno distintivo delle organizzazioni leader.

Il Team così composto è in grado di gestire i processi di definizione delle strategie e degli obiettivi ESG, di coordinare la realizzazione delle iniziative e la rendicontazione ESG in tutta l’organizzazione e di garantire che le considerazioni ESG siano integrate nei comportamenti quotidiani dei dipendenti. Inoltre, i membri del Team si coordinano tra le varie funzioni in modo che gli sforzi non siano isolati all’interno di un unico dipartimento.

 6. La strategia ESG

Le aziende virtuose riescono ad inglobare la strategia ESG in tutti i processi e le attività svolte. La rendicontazione di sostenibilità diviene parte della cultura aziendale.

 7. Incentivi legati ai parametri ESG

Per le aziende virtuose, la strategia ESG, che comprende il coinvolgimento della sostenibilità in tutti i processi aziendali, prevede anche specifici incentivi alla retribuzione di dirigenti e dipendenti coinvolti nel processo di rendicontazione. Tali incentivi di basano sugli indicatori chiave della sostenibilità (KPI) che evidenziano i progressi qualitativi e quantitativi rispetto agli obiettivi perseguiti. Gli incentivi, oltre a favorire il momentum ESG, sono un chiaro indicatore di quanto l’azienda dia priorità alla sostenibilità.

Dalla teoria alla pratica

Puntare sul momentum ESG rappresenta la strada migliore per generare valore dall’investimento nel settore della sostenibilità. Il nostro Team di consulenti può supportare la tua organizzazione nel processo di valutazione e applicazione delle sette caratteristiche ESG individuate nel report di McKinsey. 

Scrivici per ulteriori informazioni: https://laborproject.it/servizi/esg/

Fonti:

Il report di McKinsey & Company

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