D.Lgs.231/2001: i rapporti tra Collegio Sindacale e Organismo Di Vigilanza




Le nuove regole comportamentali del Collegio Sindacale emesse dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili disciplinano anche il rapporto tra Collegio Sindacale e OdV in tema di D.Lgs. 231/01.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, lo scorso 20 ottobre 2020, ha pubblicato in bozza di consultazione le nuove "Norme di comportamento del Collegio sindacale – Principi di comportamento del Collegio sindacale di società non quotate". Una volta approvata la bozza, si ritiene che il Documento entri in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio 2021, sostituendo la precedente edizione del 2015.

Il Documento ripropone - con formulazione immutata - la norma relativa ai rapporti tra Collegio Sindacale e Organismo di Vigilanza. In particolare, il principio basilare, indicato nella norma 5.5. - "Rapporti con l’Organismo di Vigilanza”, statuisce che:

  1. "ai fini dello svolgimento dell’attività di vigilanza, il Collegio sindacale acquisisce informazioni dall’Organismo di Vigilanza in merito alla funzione ad esso assegnata dalla legge al fine di vigilare sull’adeguatezza, sul funzionamento e sull’osservanza del Modello adottato ex D.Lgs. n. 231/2001.
  2. Il Collegio sindacale verifica che il Modello preveda termini e modalità dello scambio informativo dell’Organismo di Vigilanza a favore dell’organo amministrativo e dello stesso Collegio sindacale. 
  3. La funzione di Organismo di Vigilanza può essere affidata al Collegio Sindacale”.

Dall’esame di quanto sopra esposto è possibile trarre alcune indicazioni operative. Innanzitutto, al Collegio Sindacale spetterebbe il compito di verificare l'effettiva operatività dell'O.d.V., nonché i requisiti di autonomia e indipendenza dello stesso e lo stanziamento di un budget dedicato.

I rapporti tra i due organi di controllo devono, altresì, essere normati nella Parte Generale del Modello Organizzativo. In particolare, il Modello non deve limitarsi a prevedere il solo scambio di flussi informativi da parte dell’O.d.V. verso il Collegio e viceversa, ma anche l’indicazione che quest’ultimo ha il potere/dovere di verificare l’attività posta in essere dal primo.

La norma di comportamento in esame prevede che l’attività informativa debba essere incentrata sull’intera attività cui l’O.d.V è chiamato a svolgere, ossia funzionamento ed osservanza del Modello, nonché il suo relativo aggiornamento.

Da tale indicazione appare evidente come l’acquisizione di informazioni debba essere costante ed approfondita, in maniera tale che il Collegio Sindacale possa verificare puntualmente che l’O.d.V. ponga effettivamente ed efficacemente in essere compiti affidatigli dall’Organo di vertice dell’Ente.

Relativamente al parametro del funzionamento del Modello, il Collegio dovrà verificare che il Modello sia effettivamente applicato dall’Ente e che, quindi, non sia solo stampato su carta.

In riferimento alla osservanza, invece, il Collegio dovrà dare riscontro che l’attività di verifica effettuata dall’O.d.V. non abbia evidenziato casi di mancata compliance alle disposizioni contenute nei singoli Protocolli di controllo 231, poiché un Modello non applicato correttamente o interamente espone la società a pesanti rischi di verificazione di reati.

Da ultimo, il Collegio dovrà prestare particolare attenzione al tema dell’aggiornamento del Modello, in quanto è attraverso tale attività che l’O.d.V. è chiamato a scongiurare casi di violazione del Decreto 231.

Il Collegio Sindacale, quindi, dovrà informarsi sulle criticità riscontrate e sui correttivi richiesti dall’Organismo di Vigilanza all’Organo di vertice.

Articolo a cura di Avv. Michela Parotelli | Legal Compliance Officer, Labor Project

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