Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro il MODULO UNIFICATO ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE ALL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA E ALL’INSTALLAZIONE E UTILIZZO DI IMPIANTI E APPARECCHIATURE DI LOCALIZZAZIONE SATELLITARE GPS A BORDO DI MEZZI AZIENDALI ai sensi dell’art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei lavoratori).

Cliccare qui per visualizzare il modulo disponibile sul sito del Ministero del Lavoro

Il modulo, prendendo spunto dalla riforma dell’Art. 4 della L. 300/70 inserita nel Job Act e recepito dall’art. 114 del Testo unico Privacy e dai Provvedimenti dell’Autorità Garante Privacy, innova la prassi ormai consolidata, che vedeva la presenza su tutto il territorio nazionale di modulistica diversa per ogni singola Direzione Territoriale del Lavoro, e propone un unico modulo.

Gli aspetti da segnalare per la Videosorveglianza sono:

  • Inserimento delle motivazioni previste dal novellato art. 4 c. 1 L. 300/70;
  • Divieto, salvo casi eccezionali, di controllo a distanza dei lavoratori e ripresa delle sole aree esposte a rischio;
  • Tenuta immagini per 24 ore, fatto salvo speciali esigenze in relazione a festività o chiusure uffici;
  • Divieto di diffusione delle immagini all’esterno;
  • Informativa ai dipendenti e cartelli di avviso “area videosorvegliata”;
  • Rilascio di idonea certificazione da parte dell’installatore;
  • Rispetto delle prescrizioni del Garante Privacy e del Provvedimento sulla Videosorveglianza (peraltro in aggiornamento a breve);
  • Predisposizione planimetria in A3 con dettagliate caratteristiche tecniche da inserire (campo visivo, angolo, ecc.) ed indicazione delle postazioni di lavoro e loro esclusione da angolo di ripresa ed inoltre posizione di tutti i monitor;
  • Dettagliata relazione tecnico-descrittiva sulla gestione e l’utilizzo dell’impianto di videosorveglianza;
  • Le registrazioni dovranno essere custodite in un armadio con doppia chiave alle quali potranno accedervi, con una doppia password, un legale rappresentante ed un rappresentante dei lavoratori.

A parere di chi scrive, soprattutto la limitatissima durata di conservazione prevista dall’istanza (peraltro indotta dal Provvedimento del Garante sulla Videosorveglianza) e la “bizantina e old retrò” previsione di accesso alle immagini registrate, che non tiene minimamente conto dell’evoluzione tecnologica dei sistemi ormai integrati nelle reti aziendali o in cloud, rende il modulo poco accessibile alle esigenze dei datori di lavoro.

Autore: Matteo Colombo | Presidente di ASSO DPO

Fonte: www.lavoro.gov.it