L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha presentato la Relazione 2015 sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy.

Gli interventi più rilevanti: la lotta al terrorismo e la raccolta massiva di dati; il crimine informatico; la profilazione on line e i social media; il fisco e la tutela della riservatezza dei contribuenti; l'uso delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro; la tutela dei minori da parte dei media; i diritti dei consumatori; il mondo della scuola; la sanità elettronica; l'Internet delle cose; la profilazione on line; il diritto all'oblio; il 730 precompilato.

In tema di cybersecurity sono quasi raddoppiate le comunicazioni di violazioni di banche dati (data breach) pervenute all'Autorità nel solo settore dei servizi di comunicazione elettronica.

E' proseguito l'impegno per evitare l'invasività del cosiddetto telemarketing selvaggio, un fenomeno che non tende purtroppo a diminuire: solo nei primi mesi del 2016 sono state 3.000 le segnalazioni giunte all'Autorità.

Il Garante italiano, primo tra i Garanti europei ad aver dato prescrizioni a Google, ha consolidato nel 2015 la procedura di confronto e controllo del protocollo sottoscritto da Mountain View. A Facebook l'Autorità ha imposto di bloccare i falsi profili e di assicurare più trasparenza e controllo agli utenti.

Le cifre: 303 ispezioni; triplicato il numero delle violazioni amministrative contestate, che nel 2015 sono state circa 1.700; le sanzioni amministrative riscosse ammontano a circa 3 milioni e 500 mila euro; le violazioni segnalate all'autorità giudiziaria sono state 33, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati.

Fonte http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/5200524