La Corte di Cassazione, Seconda Sez. Civ. ha accolto il ricorso presentato dal Garante avverso la sentenza del Giudice di prime cure, il quale accogliendo la tesi della Casa di Cura, aveva dichiarato illegittima la sanzione erogata perché "la rilevazione dei dati sarebbe attività accessoria a obbligazione sanitaria vera e propria", con obbligo della notifica solo per rilevazione dati svolta in via principale e per scopi evidentemente scientifici.

In breve, la Corte ha ritenuto, a differenza di quanto sostenuto nella sentenza impugnata, "la doverosità, nell'ipotesi, della dovuta notifica del trattamento dei dati non può ritenersi onere conseguente ad una interpretazione estensiva, ma, al contrario, ad una corretta interpretazione letterale, fondata, come prescritto dall'art. 12 delle preleggi, sul significato proprio delle parole e, precisamente, della parola "rilevazione", ossia atto (e risultato dell'atto) del rilevare".

È del tutto arbitraria, insomma, la pretesa di interpretare in via restrittiva la parola "rilevazione", nel testo sopra trascritto, attribuendole il significato di "indagine conoscitiva" da intendersi quale indagine "epidemiologica" o "statistica".