In considerazione della presentazione di una richiesta di verifica preliminare in relazione al trattamento dei dati personali legato all’installazione di un sistema di geolocalizzazione della flotta aziendale, con provvedimento n. 138 del 16 marzo 2017, l’Autorità Garante della privacy ha ribadito come, in base alla normativa vigente, l’installazione di GPS per scopi relativi all’ottimizzazione della gestione delle attività aziendali in occasione di richieste di intervento o emergenze, all’innalzamento delle condizioni di sicurezza sul lavoro dei dipendenti, alla più efficiente programmazione delle attività sul territorio e degli interventi di manutenzione dei veicoli, all’effettiva commisurazione del tempo lavorato, alla gestione di eventuali sinistri, al rafforzamento della sicurezza della flotta aziendali in caso di furto e alla gestione delle contestazioni di violazione amministrativa di disposizioni del Codice della strada, non sia direttamente preordinato all’esecuzione della prestazione lavorativa, con conseguente applicazione dell’art. 4, comma 1, Statuto dei Lavoratori.

In tali casi, pertanto, il Titolare del trattamento sarà tenuto a:

  • Effettuare notificazione al Garante ai sensi dell’art. 37, c. 1, lett. a) del Codice;
  • Fornire ai dipendenti della società coinvolti dai trattamenti descritti, un’informativa ai sesi art. 13 del Codice;
  • Adottare le misure di sicurezza previste dagli artt. 31 ss. del Codice;
  • Stipulare, ai sensi dell’art. 4 Statuto dei Lavoratori, accordi con le rappresentanze sindacali o, in assenza di accordo, richiedere l’autorizzazione all’Ispettorato nazionale territorialmente competente.

Coerentemente con l’avvicinarsi della data di diretta applicabilità del GDPR, che imporrà ai Titolari del trattamento di specificare all’interno delle informative agli interessati anche il tempo di conservazione dei dati trattati, con il provvedimento in esame, il Garante ha diversificato tali tempistiche in relazione alle diverse finalità di trattamento dei dati di geolocalizzazione.

Ad esempio, se la società intende avvalersi del sistema di localizzazione per la regolare tenuta del libro unico del lavoro e in particolare per la commisurazione del rapporto di lavoro, potrà conservare i dati necessari per cinque anni. I dati da utilizzare in caso di contestazione di violazione amministrativa con modalità non immediata, invece, potranno essere conservati al massimo per 90 giorni, ovvero il tempo previsto dalla normativa per notificare un eventuale verbale di contestazione. Al termine del periodo individuato, i dati personali raccolti dovranno essere automaticamente cancellati o anonimizzati.

Infine, l’Autorità Garante ha stabilito che il monitoraggio dei tracciati percorsi è escluso, salvo il possibile trattamento dei relativi dati in forma aggregata o anonima per finalità statistiche e di programmazione del lavoro.

Fonte: http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6275314