L’Autorità Garante privacy con provvedimento del 21 dicembre 2017, alla luce della giurisprudenza dettata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C−131/12), ha imposto a Google di deindicizzare gli url riguardanti un cittadino italiano residente negli Stati Uniti anche nelle versioni del motore di ricerca extra UE.

Nello specifico l’interessato chiedeva la deindicizzazione di numerosi url europei ed extraeuropei che rimandavano a brevi articoli o messaggi anonimi pubblicati su siti amatoriali giudicati gravemente offensivi della propria reputazione e parzialmente veritieri. Il Garante nel decidere a favore della deindicizzazione (eseguendo un bilanciamento tra il diritto all’oblio e diritto/dovere all’informazione), ha ritenuto che la "perdurante reperibilità" sul web di contenuti non corretti e inesatti avesse un impatto "sproporzionatamente negativo" sulla sfera privata del ricorrente. 

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