Urgono Dpo. Opportunità di carriera, percorsi formativi e professionali, certificazioni: la domanda (anche internazionale) per una professione che si rivelerà sempre più multidisciplinare e strategica nell’economia governata dai dati è in aumento. La figura aziendale del Data Protection Officer, resa obbligatoria dall’applicazione del Gdpr (General Data Protection Regulation, esecutivo il prossimo 25 maggio 2018) è destinata a essere ben più di un mero garante della compliance normativa.

Lo spiega Matteo Colombo, Amministratore Delegato di Labor Project e Presidente di AssoDpo.

Sono quattro le figure di riferimento quando si parla di data protection”, spiega Matteo Colombo. “Partendo dalla qualifica con la maggiore responsabilità c’è il Dpo vero e proprio, figura di supporto al titolare dell’azienda e responsabile della corretta applicazione del GDPR. Quindi si passa al Manager della Privacy, ovvero chi assiste il titolare nel coordinamento interno degli strumenti e delle pratiche a tutela della riservatezza dei dati. Segue lo Specialista della Privacy, che collabora con il Manager nell’attuazione del piano e rispetto alle fasi più operative. Infine c’è il Valutatore della Privacy, che da esterno si occupa dell’audit e delle verifiche sugli adempimenti”.

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