Pochi giorni fa è uscita la circolare n. 4/2017 (Cliccare qui per leggerla), con cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (InL) ha inteso chiarire alcuni punti circa l’installazione e l’utilizzo del sistema integrato e multicanale c.d. Customer relationschip management o “CRM”.

In particolare, è stato valutato se il sistema in oggetto possa essere considerato uno “strumento utilizzato dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa”, beneficiando cosi dell’esimente ex. art. 4 comma 2 della L. n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori).

Il ragionamento di fondo sviluppato dall’InL, scaturisce dal fatto che il CRM altro non è che un archivio informatico, a sostituzione del fascicolo cartaceo, utilizzato dall’operatore per reperire in tempo reale qualsiasi dato necessario a gestire in maniera ottimale le esigenze del cliente.

Nello specifico, chiarisce l’ Agenzia, che qualora “tale dispositivo consenta il mero accoppiamento fra la chiamata e l’anagrafica del cliente senza possibili ulteriori elaborazioni”, risultando propedeutico ad una vera e propria attività di gestione delle specifiche esigenze del cliente, lo stesso possa essere inteso come “strumento di lavoro” rendendo superfluo sia l’accordo sindacale che il provvedimento autorizzativo da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

Diversamente altri software che raccolgono ed elaborano in tempo “quasi reale” i dati relativi agli stati di attività telefonica di ciascun operatore, non solo non possono essere considerati “strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa” ma non potranno nemmeno privilegiare del rilascio del provvedimento autorizzativo.