Il Garante per la protezione dei dati personali con il comunicato stampa del 13 dicembre 2017 detta alcune regole basilari per difendersi dal RANSOMWARE.

Cos’è?

Il ransomware un programma dannoso che prende “in ostaggio” pc, tablet, smartphone, smart TV, bloccandoli o criptandone i contenuti, per poi chiedere un riscatto per “liberarli”.
La richiesta di pagamento con le relative istruzioni viene presentata all’Utente mediante una finestra che appare automaticamente sullo schermo del dispositivo infettato; l’Utente ha pochi giorni per pagare e poi il blocco diviene definitivo.

Come si diffonde?

Il ransomware si diffonde soprattutto attraverso messaggi inviati via web, e-mail, SMS, chat o che appaiono su pagine web e social network che sembrano provenire da soggetti conosciuti e sicuri (es. operatori telefonici, gestori di servizi, etc.) e che richiedono di aprire allegati o cliccare link collegati a software dannosi. Il ransomware si impossessa della rubrica dei contatti, può utilizzarla per spedire automaticamente messaggi contenenti file dannosi.

Come difendersi?

I suggerimenti del Garante:

a) Evitare di aprire messaggi provenienti da soggetti sconosciuti o con cui non si hanno rapporti e non cliccare su collegamenti a siti sospetti
b) Installare antivirus e mantenere aggiornato il sistema operativo
c) Effettuare back-up periodici dei contenuti.

Come liberarsi dal ransomware?

Pagare il “riscatto” non libera dal ransomware: spesso accade che dopo aver pagato non si ricevano i codici di sblocco o, addirittura, si finisca in liste di “cattivi pagatori”.
La soluzione è rivolgersi a tecnici specializzati a cui far sbloccare il dispositivo, in alternativa, formattare il disco e ripristinare i dati mediante il back up.
Si consiglia sempre di segnalare o denunciare l’attacco alla Polizia Postale.

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali