Decreto n. U00183, Regione Lazio, 9 maggio 2013 Modelli Organizzativi ex D.Lgs. 231/2001

La Regione Lazio, con Decreto del Commissario ad Acta del 9 maggio 2013 n. U00183, ha approvato lo schema tipo di contratto/accordo per la definizione dei rapporti giuridici ed economici tra le Aziende Sanitarie Locali e i soggetti privati erogatori di prestazioni sanitarie.
In considerazione della necessità di assicurare - ai fini dell’accreditamento - che le strutture sanitarie private garantiscano, oltre ai tradizionali requisiti tecnologici, strutturali e organizzativi, anche requisiti minimi di affidabilità e onorabilità che elevino gli standard di qualità, il suddetto Decreto ha previsto l’obbligo per le strutture sanitarie private di dotarsi di un Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
L’art. 2 prevede, infatti, che l’ASL acquisisca dall’ente una dichiarazione attestante l’avvenuta adozione del Modello Organizzativo di cui al D.Lgs. 231/2001 in materia di prevenzione dei reati, ovvero l’adesione al Codice Etico adottato sulla base del modello proposto dalla Regione e il contestuale impegno all’adozione di un proprio Modello Organizzativo entro la fine del 2014.
La mancata adozione del Modello da parte dell’ente entro i termini ha come conseguenza l’impossibilità per la struttura sanitaria privata di sottoscrivere il contratto con l’ASL.
Tale novità normativa si inserisce nel quadro tracciato dal Legislatore nazionale in tema di responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato introdotta dal D.Lgs. 231/2001. Quest’ultimo prevede che l’ente risponda del reato, commesso nel suo interesse o vantaggio da coloro che operano al suo interno, a meno che lo stesso si sia dotato di un Modello Organizzativo, efficace ed effettivo.
L’adozione del suddetto Modello in ambito sanitario ha assunto negli anni sempre maggiore importanza; si pensi ad esempio all’esperienza della Regione Lombardia che ha introdotto l’obbligo per tutte le strutture sanitarie (private e pubbliche) di dotarsi di un Modello Organizzativo al fine di poter accedere all’accreditamento al sistema sanitario.
Il quadro così delineato dal Decreto in esame ha lo scopo di fornire un sistema strutturato ed organico di procedure organizzative e di controllo finalizzato a prevenire la commissione di condotte idonee ad integrare i reati contemplati nel D. Lgs. 231/01, nonché sensibilizzare tutti i dipendenti dell’ente all’adozione di comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etici a cui si ispira la struttura sanitaria stessa nel perseguimento del proprio oggetto sociale.
È opportuno precisare, altresì, che in caso di mancata adozione del Modello e di accertamento della responsabilità dell’ente per gli illeciti di cui al D.Lgs. 231/2001, la norma prevede l’applicazione sia di una sanzione pecuniaria (fino a 1,5 Mln €), che, per determinati ipotesi, di una sanzione interdittiva che può consistere ad esempio nell’interdizione a vita dall’esercizio dell’attività, oppure nella sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito e anche al divieto di contrattare con la P.A., senza limiti di tempo.
 
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