Il Tribunale di Catania ha assolto il capo squadra imputato di omicidio colposo plurimo aggravato (ex art. 25- septies del D.lgs. 231/01) a danno di due lavoratori dell’azienda per violazione della normativa antinfortunistica e in particolare per non aver organizzato il personale e per non aver predisposto la segnaletica idonea ad avvertire dei lavori in corso.

A sostegno della tesi assolutoria, il Tribunale ha affermato che:

  • le strutture preposte a tali attività (il “capo tronco” o il “capo reparto”) non sono dotate di autonomia gestionale e di spesa (art. 5 lett. a) e b) D.lgs. 231/01);
  • non sussiste alcun interesse o vantaggio per la società originati dalle omissioni (consistenti nei risparmi sui costi di sicurezza e nei vantaggi concreti conseguiti dall’azienda sotto il profilo organizzativo) se non quello di portare avanti due diversi cantieri e ridurre i tempi dei lavori impiegando anche quei lavoratori che avrebbero dovuto svolgere la mansione di segnalare i lavori in corso;
  • si riscontra l’adozione effettiva del modello di organizzazione e gestione, riconoscendo ad esso la piena efficacia esimente, nonostante al momento del sinistro tale modello non era stato aggiornato a seguito dell’introduzione [tra i reati-presupposto] dei reati di lesioni colpose e omicidio colposo aggravato, in quanto la società era dotata di un sistema certificato di gestione della sicurezza conforme allo standard BS-OHSAS 18001 ai sensi dell’art. 30 D.lgs. 81/2008.

Sentenza del Tribunale di Catania n. del 14.04.2016