La Legge n. 161 del 17 ottobre 2017 (Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate), pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 258 del 4 novembre 2017, ha introdotto con l’art. 301, comma 4, tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, i delitti di procurato ingresso illecito e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina previsti, rispettivamente, dall’art. 12, comma 3, 3-bis e 3-ter e art. 12, comma 5, del D.Lgs. n. 286/1998 (T.U. Immigrazione).

Uno sguardo alle fattispecie di reato previste nel Testo Unico sull’Immigrazione:

• Procurato ingresso illecito (commi 3, 3-bis e 3-ter dell’art. 12, T.U. Immigrazione) la condotta descritta dalla previsione normativa punisce chiunque, salvo che il fatto costituisca più grave reato, in violazione delle disposizioni del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998), promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, nel caso in cui:

a) il fatto riguarda l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio dello Stato di cinque o più persone;
b) la persona trasportata è stata esposta a pericolo per la sua vita o per la sua incolumità per procurarne l’ingresso o la permanenza illegale;
c) la persona trasportata è stata sottoposta a trattamento inumano o degradante per procurarne l’ingresso o la permanenza illegale;
d) il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro o utilizzando servizi internazionali di trasporto ovvero documenti contraffatti o alterati o comunque illegalmente ottenuti;
e) gli autori del fatto hanno la disponibilità di armi o materie esplodenti

In tali casi, l’autore del reato è punito con la reclusione da cinque a quindici anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona e la pena è aumentata nel caso in cui, nella realizzazione della condotta, si verifichino due o più delle ipotesi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) (comma 3-bis).

La pena detentiva è, infine, aumentata da un terzo alla metà e si applica la multa di 25.000 euro per ogni persona se le condotte descritte sono commesse:

a) al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o comunque allo sfruttamento sessuale o lavorativo ovvero riguardano l’ingresso di minori da impiegare in attività illecite, al fine di favorirne lo sfruttamento;
b) al fine di trarne profitto, anche indiretto.

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (comma 5, art. 12, T.U. Immigrazione): la condotta, fuori dei casi previsti dai commi precedenti e salvo che il fatto non costituisca più grave reato, punisce chiunque al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell'ambito delle attività punite a norma dell’art. 12 D.Lgs. n. 286/1998, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del citato Testo Unico sull’Immigrazione, con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni. 

Quando il fatto è commesso in concorso da due o più persone, ovvero riguarda la permanenza di cinque o più persone, la pena è aumentata da un terzo alla metà.

L’art. 30, comma 4 della L. 161/2017 ha, dunque, introdotto nel D.Lgs. 231/2001 le due fattispecie di reato appena richiamate, prevedendo una responsabilità per l’ente che si renda autore, nel proprio interesse e/o a proprio vantaggio, di tali illeciti.

In particolare, all’art. 25-duodecies del D.Lgs. 231/2001, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:

1-bis. In relazione alla commissione dei delitti di cui all'articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter, del Testo Unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote;

1-ter. In relazione alla commissione dei delitti di cui all'articolo 12, comma 5, del Testo Unico di cui al Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote;

1-quater. Nei casi di condanna per i delitti di cui ai commi 1-bis e 1-ter del presente articolo, si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001 per una durata non inferiore a un anno.

 

REATO EX ART. 25-DUODECIES D.LGS. 231/2001 SANZIONE PECUNIARIA E INTERDITTIVA
PROCURATO INGRESSO ILLECITO

• Sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote (art. 25-duodecies, comma 1-bis, D.lgs. 231/2001);

• Sanzioni interdittive previste dall'art. 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001, per una durata non inferiore a un anno.

FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

• Sanzione pecuniaria da cento a duecento quote (art. 25-duodecies, comma 1-ter, D.Lgs. 231/2001);

• Sanzioni interdittive previste dall'art. 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001, per una durata non inferiore a un anno.

 

 

1 Art. 30, L. 161/2017, recante “Modifiche al codice penale, alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e  all'articolo 25-duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”.