Con la nostra consulenza safeguarding affianchiamo ASD, SSD e società sportive nella prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni.
Il safeguarding nello sport comprende misure, procedure e responsabilità finalizzate alla prevenzione e al contrasto di abusi, violenze e discriminazioni, con particolare attenzione alla tutela dei minori e delle persone più vulnerabili.
Affianchiamo ASD, SSD e altre organizzazioni sportive nell’individuazione degli obblighi applicabili e nell’adeguamento alle disposizioni previste e alle linee guida dell’organismo di affiliazione.
La nostra consulenza parte dall’analisi dell’organizzazione e delle attività svolte, per definire un sistema di safeguarding coerente con la realtà dell’ente, applicabile concretamente e aggiornabile nel tempo.
Il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva e il Codice di Condotta definiscono principi, responsabilità e misure adottate dall’organizzazione per prevenire comportamenti lesivi e tutelare i tesserati.
Supportiamo le organizzazioni sportive nella predisposizione o nell’aggiornamento della documentazione, partendo dall’analisi delle attività svolte e dei possibili fattori di rischio. L’obiettivo è costruire strumenti realmente aderenti all’organizzazione, evitando che il modello organizzativo safeguarding si riduca a un documento standard non integrato nelle attività quotidiane.
Definiamo inoltre ruoli, procedure preventive e misure di controllo affinché quanto previsto dal Modello e dal Codice di Condotta possa trovare applicazione concreta.
Il Responsabile Safeguarding svolge un ruolo centrale nella prevenzione e nel contrasto di abusi, violenze e discriminazioni e nella gestione delle segnalazioni ricevute dall’organizzazione.
Affianchiamo ASD e SSD nell’individuazione e nella nomina del Responsabile, nella definizione dei flussi informativi e nell’organizzazione delle procedure necessarie a ricevere e gestire le segnalazioni in modo riservato, tempestivo e tracciabile.
Quando richiesto, possiamo assumere direttamente l’incarico di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, garantendo continuità nella gestione delle attività previste dal ruolo.
Un sistema di safeguarding efficace non si esaurisce nella predisposizione dei documenti: richiede che ruoli, regole e procedure siano conosciuti dalle persone che operano all’interno dell’organizzazione sportiva.
Progettiamo attività di formazione e sensibilizzazione rivolte a dirigenti, tecnici, collaboratori, volontari e tesserati, calibrandole sulle diverse responsabilità e sui rischi legati alle attività svolte.
La formazione contribuisce a riconoscere situazioni e comportamenti inappropriati, conoscere le procedure da seguire e favorire una maggiore consapevolezza nella prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni.
Il safeguarding richiede verifiche periodiche per mantenere documenti, procedure e misure coerenti con l’evoluzione dell’organizzazione e delle attività sportive.
Attraverso audit e attività di aggiornamento verifichiamo l’effettiva applicazione delle misure adottate e individuiamo eventuali interventi necessari per rafforzare il sistema di prevenzione e controllo.
Le nostre competenze integrate in safeguarding, privacy e compliance 231 consentono inoltre di coordinare aspetti tra loro collegati, dalla protezione dei dati trattati nelle segnalazioni alla coerenza con procedure e sistemi di controllo già presenti nell’organizzazione.
Le ASD e SSD devono verificare gli obblighi di safeguarding previsti dalla normativa e dalle linee guida dell’organismo sportivo di affiliazione. Tra gli adempimenti rientrano l’adozione dei modelli organizzativi e dei codici di condotta previsti dalla disciplina applicabile e la nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.
La scelta deve tenere conto dell’autonomia e dell’indipendenza necessarie per svolgere il ruolo, oltre che delle competenze e dell’esperienza adeguate alle attività richieste. Il Responsabile può essere individuato anche all’esterno dell’organizzazione sportiva.
Sì, il Responsabile può essere un soggetto esterno all’organizzazione, purché possieda caratteristiche adeguate al ruolo e possa svolgere le proprie funzioni con la necessaria autonomia e indipendenza.
No, la tutela dei minori rappresenta un ambito particolarmente importante, ma le misure di safeguarding sono rivolte più in generale alla prevenzione e al contrasto di abusi, violenze e discriminazioni nei confronti dei tesserati.
L’organizzazione deve prevedere modalità e procedure adeguate per consentire la segnalazione di comportamenti rilevanti e tutelare la riservatezza delle informazioni. La gestione deve essere coerente con il Modello adottato, con le disposizioni applicabili e con le esigenze di protezione dei dati personali.
I modelli messi a disposizione dagli organismi sportivi possono rappresentare un riferimento, ma la documentazione deve essere coerente con le caratteristiche, le attività e i rischi della singola organizzazione. Per questo è importante valutare e adattare contenuti, procedure e misure alla realtà dell’ASD o SSD.