Pay Transparency e Governance aziendale: impatti sui Modelli 231   La trasparenza retributiva è oggi un nuovo elemento della governance aziendale.Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, in vigore dal 7 giugno 2026, l'Italia ha dato attuazione alla Direttiva UE…

AI Act: dal 2 agosto 2026 l’intelligenza artificiale dovrà “presentarsi”.Cosa devono fare aziende, consulenti e DPO AI Act: dal 2 agosto 2026 l’intelligenza artificiale dovrà “presentarsi”.Cosa devono fare aziende, consulenti e DPO AI Act: dal 2 agosto 2026 l’intelligenza artificiale…

Whistleblowing: formazione obbligatoria dopo la nuova Guida Confindustria 2026   Lo scorso 14 maggio 2026, Confindustria ha pubblicato la nuova versione della Guida operativa sul Whistleblowing, aggiornata alle Linee Guida ANAC del 26 novembre 2025. La Guida è rivolta alle imprese…

AI Act Omnibus: il Parlamento europeo approva le modifiche  Martedì 16 giugno 2026 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il testo del nuovo regolamento volto a semplificare l’AI Act, Reg. UE 2024/1689, noto come Digital Omnibus sull’Intelligenza Artificiale.La…

CNIL ha sanzionato IQVIA Operations France per 5 milioni di €  La decisione è rilevante perché chiarisce un punto centrale: i dati sanitari “pseudonimizzati” non escono automaticamente dal GDPR – vedi link: https://www.cnil.fr/en/health-data-fine-5-million-euros-against-iqviaCNIL ha ritenuto che i dati gestiti da…

Il mio capo è un algoritmo | AI, HR e Privacy dei lavoratori La prima evidenza: l’AI non corregge i processi, li amplifica Uno degli spunti più forti emersi dal panel Wolters Kluwer è organizzativo ed è stato sollevato dalla…

Le linee guida del Garante sui tracking pixel: il nuovo volto della trasparenza Il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato, con il provvedimento del 17 aprile 2026, nuove linee guida sull’utilizzo dei tracking pixel nelle comunicazioni via posta elettronica.…

NIS2: modello di categorizzazione delle attività e dei servizi       I soggetti essenziali e importanti rilevanti ai sensi della Direttiva UE 2022/2555, hanno l’obbligo di comunicare, tra il 1° maggio e il 30 giugno di ogni anno, l’elenco…

AI e Compliance: ripensare il Modello 231 nell’era dell’intelligenza artificiale    L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente i processi aziendali, incidendo non solo sull’efficienza operativa e sulle capacità decisionali, ma anche sugli equilibri interni tra ruoli, responsabilità e sistemi di controllo. Questa…

SECURE Data Act: gli Stati Uniti d’America riprovano a costruire una legge federale sulla privacy  Negli Stati Uniti è stata presentata una nuova proposta di legge federale sulla protezione dei dati personali: il SECURE Data Act, acronimo di Securing and…

Dal modello 231 agli indicatori ESG: un percorso comune verso la compliance integrata

 

Negli ultimi anni, la sostenibilità aziendale è diventata un pilastro fondamentale della governance d’impresa, imponendo alle aziende l’adozione di modelli di business responsabili e orientati al lungo termine.

L’evoluzione del contesto normativo e le crescenti aspettative degli stakeholder rendono sempre più necessaria un’integrazione strutturata tra conformità normativa e strategie ESG.

In questo contesto, il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) previsto dal D. Lgs. 231/2001 assume un ruolo strategico, andando oltre la sua originaria funzione di prevenzione dei reati e configurandosi come un elemento chiave nella gestione sostenibile dell’impresa.

Se correttamente implementato, infatti, il Modello 231 può diventare un efficace driver di sostenibilità contribuendo a rafforzare l’etica aziendale, la trasparenza e la gestione dei rischi, elementi essenziali per un’impresa responsabile e competitiva.

L’integrazione tra il Modello 231 e i principi ESG rappresenta quindi un’opportunità per le aziende di rafforzare la propria governance, prevenire danni reputazionali e contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

 

Alcuni punti di contatto

Il perimetro di applicazione del Modello 231 include numerosi reati presupposto che si intrecciano con le dimensioni ESG: dalle violazioni ambientali ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fino a illeciti connessi alla corruzione e alla responsabilità sociale d’impresa.

Iscrivendoti alla newsletter entro il 5 maggio 2025 riceverai alcune di queste connessioni, mostrando la relazione tra i reati previsti dal D. Lgs. 231/2001, le dimensioni ESG coinvolte, i relativi indicatori utilizzati per monitorare le performance aziendali, gli SDGs di riferimento e gli ESRS che guidano la rendicontazione conforme agli standard europei.

Un ulteriore tassello che rafforza il legame tra il Modello 231 e la sostenibilità d’impresa è rappresentato dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), che impone alle aziende obblighi di due diligence lungo la catena del valore per prevenire impatti negativi su diritti umani e ambiente. Questo approccio, in linea con la logica preventiva del Modello 231, estende la responsabilità delle imprese anche a fornitori e partner commerciali, evidenziando la necessità di una governance solida e di controlli interni efficaci.

 

Impatto sugli enti e strategie da adottare

Adottare il modello 231 in un’ottica di compliance integrata con i fattori ESG permette alle aziende di strutturare politiche di sostenibilità più efficaci, garantendo trasparenza, accountability e una maggiore tutela dai rischi legali e reputazionali.

La scelta delle soluzioni più appropriate e conformi deve essere valutata caso per caso, tenendo conto delle specificità aziendali e delle evoluzioni normative. In questo contesto, il supporto di consulenti esperti diventa essenziale per integrare al meglio i requisiti normativi e gli obiettivi ESG.

Per ricevere un’analisi personalizzata e strutturare un percorso di conformità efficace, non esitare a contattarci.