Cambiano le regole per il Whistleblowing: nuovi reati presupposto in materia di sanzioni UE

Il D.lgs. n. 211/2025, in materia di reati e sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione Europea, non ha solo introdotto nuovi reati presupposto rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ma ha impattato anche sulla disciplina del Whistleblowing.
In particolare, è stato ampliato il perimetro delle violazioni rilevanti includendo, tra i reati presupposto 231, anche specifiche condotte di violazione o elusione delle sanzioni economiche e finanziarie adottate dall’Unione Europea (ad esempio, in materia di restrizioni commerciali, congelamento di beni o limitazioni nei rapporti economici con determinati Paesi o soggetti).
L’inserimento di questi nuovi reati presupposto comporta un impatto diretto anche sul sistema di segnalazione interna in materia di Whistleblowing: le violazioni delle sanzioni UE, infatti, rientrano tra gli illeciti che devono poter essere segnalati attraverso i canali di whistleblowing, qualora riguardino comportamenti, atti od omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’ente.
Di conseguenza, le società sono chiamate a verificare che le proprie Procedure di Whistleblowing siano aggiornate, assicurando che:
- il perimetro delle segnalazioni includa esplicitamente anche le violazioni delle sanzioni dell’Unione Europea;
- i Modelli 231 e le procedure interne tengano conto dei nuovi reati presupposto;
- i soggetti potenzialmente coinvolti nei processi sensibili siano adeguatamente informati e formati.
L’aggiornamento delle procedure whistleblowing rappresenta, quindi, un passaggio essenziale per garantire che il sistema di segnalazione interna continui a svolgere la propria funzione di presidio di prevenzione e gestione dei rischi in conformità alla normativa.
E voi, avete aggiornato la vostra Procedura whistleblowing?



