Registro trattamenti e SMC: il Parlamento UE ridisegna gli equilibri del GDPR

Mercoledì 25 febbraio 2026, il Parlamento Europeo ha segnato un passo importante con il voto del Joint Committee ECON-ENVI-LIBE sugli emendamenti alla proposta GDPR Omnibus IV.
Due proposte chiave sono state approvate, destinate a influenzare direttamente DPO e professionisti della privacy. Si parla di un nuovo concetto di “small mid-cap enterprises” (SMC) e di una riscrittura dell’articolo 30.5 del GDPR. Queste novità mirano a bilanciare compliance e burocrazia, ma aprono scenari che le aziende devono decifrare con attenzione.
Creazione del concetto di small mid-cap enterprises (SMC)
Gli eurodeputati chiedono che le SMC siano definite come imprese con meno di 1.000 dipendenti e, in aggiunta, con un fatturato a 200 milioni di euro oppure con un totale di bilancio fino a 172 milioni di euro (la Commissione aveva proposto 750 dipendenti, 150 milioni di euro di fatturato e 129 milioni di euro di totale di bilancio).
Obblighi di tenuta dei registri dei trattamenti modificato
In base alla proposta di legge Omnibus IV, le attuali esenzioni previste per le PMI dagli obblighi di tenuta del registro dei trattamenti ai sensi del GDPR verrebbero estese anche alle SMC, quando il trattamento dei dati non è considerato ad alto rischio per i diritti degli interessati.
Resterebbero fuori dall’esenzione i trattamenti delle Pubbliche Amministrazioni e delle SMC che coinvolgono categorie particolari di dati, come:
- dati biometrici
- origine etnica
- opinioni politiche
- convinzioni religiose
- dati relativi alla salute
- dati su condanne penali.
Il voto ha passato l’autorizzazione ai negoziati interistituzionali con 166 sì, 9 no e zero astensioni.
Prossimo step: l’approvazione della plenaria del Parlamento europeo prevista per marzo, poi i negoziati con il Consiglio.



