AI Act Omnibus:
il Parlamento europeo approva le modifiche

Martedì 16 giugno 2026 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il testo del nuovo regolamento volto a semplificare l’AI Act, Reg. UE 2024/1689, noto come Digital Omnibus sull’Intelligenza Artificiale.
La riforma interviene su alcune disposizioni dell’AI Act con l’obiettivo di alleggerire gli adempimenti e rendere più diluita nel tempo l’applicazione delle regole previste, senza modificarne l’impianto generale.
Le principali novità riguardano i seguenti aspetti.
Nuove scadenze: viene posticipata l’applicazione di alcune disposizioni dell’AI Act, con l’obiettivo di consentire la previa definizione degli standard e delle misure di sostegno necessari. In particolare, gli obblighi relativi ai sistemi di IA ad alto rischio si applicheranno:
- dal 2 dicembre 2027 per i sistemi di AI indipendenti ad alto rischio;
- dal 2 agosto 2028 per i sistemi di AI integrati come componenti di sicurezza e disciplinati dalla normativa settoriale UE sulla sicurezza e sulla vigilanza del mercato.
È inoltre rinviata al 2 dicembre 2026 l’applicazione degli obblighi di marcatura dei contenuti generati dall’AI, cosiddetto Watermarking. Entro tale data, i contenuti generati dall’AI dovranno essere etichettati in modo leggibile, al fine di rafforzare la trasparenza.
- Conferma dell’obbligo di AI literacy: resta valido l’obbligo di AI literacy per fornitori e deployer, senza requisiti di risultato. Sul punto sono in arrivo nuove linee guida.
- Ulteriori misure di semplificazione: il testo introduce ulteriori misure di semplificazione. In particolare:
– una definizione più chiara di “componente di sicurezza”; i prodotti dotati di funzioni di AI che si limitano ad assistere gli utenti o a ottimizzare le prestazioni non saranno automaticamente soggetti agli obblighi previsti per i sistemi ad alto rischio, qualora il loro guasto o malfunzionamento non comporti rischi per la salute o la sicurezza;
– la proposta prevede l’estensione alle piccole imprese a media capitalizzazione, o small mid-caps (“SMC”), di alcune esenzioni già previste per le PMI nell’ambito dell’AI Act, con l’obiettivo di sostenerne la crescita. In base alla Raccomandazione della Commissione del 21 maggio 2025, rientrano nella categoria delle SMC le imprese con meno di 750 dipendenti e con un fatturato annuo non superiore a 150 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 129 milioni di euro. Tuttavia, nel corso dell’iter di approvazione della proposta relativa al Digital Omnibus IV Package, tali soglie sono state innalzate. In particolare, è stato previsto che le SMC siano definite come imprese con meno di 1.000 dipendenti e con un fatturato annuo non superiore a 200 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 172 milioni di euro.
- Introduzione di nuovi divieti: la riforma introduce nuovi divieti per sistemi di AI destinati a generare contenuti sessuali o intimi non consensuali o materiale pedopornografico.
È importante precisare che il rinvio di alcune scadenze non equivale a una sospensione generale degli obblighi previsti dall’AI Act.
In particolare, gli obblighi di trasparenza di cui all’art. 50 non risultano posticipati nel loro complesso e continuano a rappresentare un presidio centrale per chi utilizza chatbot, assistenti virtuali, sistemi generativi, strumenti di creazione o manipolazione di testi, immagini, audio e video, deepfake o sistemi di interazione automatizzata con clienti, utenti, lavoratori o terzi.
Dal punto di vista della compliance, per le organizzazioni che utilizzano, acquistano, integrano o sviluppano sistemi di AI, il messaggio è chiaro: le proroghe non devono essere interpretate come un rinvio delle attività di adeguamento. È opportuno, invece, avviare subito un percorso ordinato di verifica e documentazione.
Le organizzazioni che iniziano sin da ora ad analizzare i propri sistemi, classificarli in base al livello di rischio e predisporre la documentazione necessaria potranno arrivare preparate ai prossimi adempimenti.
In particolare, suggeriamo di procedere con:
- il censimento dei sistemi di AI già in uso o in fase di introduzione;
- la verifica del ruolo dell’organizzazione: provider, deployer, importatore, distributore o utilizzatore professionale;
- la classificazione dei sistemi rispetto alle categorie previste dall’AI Act, con particolare attenzione ai sistemi ad alto rischio e ai casi di esenzione;
- la verifica degli obblighi di trasparenza di cui all’art. 50, soprattutto in relazione a strumenti generativi, chatbot, contenuti sintetici e sistemi rivolti a clienti, utenti o lavoratori;
- l’analisi degli impatti in materia di privacy, data protection, cybersecurity, bias, sorveglianza umana e qualità dei dati;
- l’aggiornamento di contratti, policy interne, informative, procedure di acquisto, istruzioni operative e processi di controllo;
- la pianificazione di percorsi di AI literacy rivolti ad amministratori, management, personale tecnico, HR, marketing, area commerciale e funzioni che utilizzano strumenti di AI;
- la predisposizione di registri, valutazioni, evidenze documentali e controlli periodici.
Labor Project Srl resta a disposizione per supportarvi nella mappatura dei sistemi di AI, nella valutazione del rischio, nell’allineamento ad AI Act, GDPR e normativa italiana, nonché nella predisposizione di policy, procedure, formazione, contratti e documentazione necessaria.



